THE GOODFELLAS CONQUERED DARJEELING!

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La prima tappa ufficiale del nostro viaggio si è appena conclusa, lasciamo Darjeeling dopo tre giorni al "fresco" prima di dirigerci verso sud.

Dopo la nottata semi insonne passata in treno mercoledì ci siamo fatti le 3 ore abbondanti di jeep per arrivare a destinazione praticamente in coma, nonostante la scomodità della formazione 3-4-4 non riuscivamo a tenere gli occhi aperti, neanche il primo tè del viaggio ha fatto effetto! Darjeeling, per chi non lo sapesse, è una città arroccata tra le colline ed è praticamente tutta in salita, lo abbiamo realizzato subito lungo la strada per arrivare all'Hotel Tranquillity che abbiamo scelto per le tre notti successive. Dopo una doccia necessaria ci siamo fatti un giro dalla piazza principale Chowrasta fino al punto panoramico da dove è possibile ammirare il Kangchenjunga, la terza vetta più alta del mondo, ed effettivamente la vista di queste montagne con la luce del tramonto è incredibile. Per cena ci siamo affidati ai local, un gruppo di ragazzi ci ha consigliato un ristorantino di cucina nepalese (qui la prima lingua è il nepali e anche i volti sono diversi dalla tipica fisionomia del West Bengal) ma è una mezza delusione, per di più a turno ci siamo addormentati durante la cena, quindi alle 22 ci siamo infilati a letto per una dormita di 10 ore abbondanti per recuperare. Il secondo giorno ci siamo svegliati decisamente più riposati, e dopo una colazione abbondante ci siamo diretti alla Happy Valley, la zona delle verdi piantagioni di tè. Passando dal cuore della cittadina, siamo arrivati a questa valle felice dove piccole signore indiane, con le loro grandi ceste di paglia e i loro ombrellini, raccoglievano foglie di tè. Avventurieri quali siamo, abbiamo esplorato le piantagioni fino ad arrivare in un piccolo centro abitato dove tutti ci hanno accolto con un sorriso, in modo particolare Rohit Darnal, un raccoglitore di té che ci ha invitato a berne una tazza a casa sua e che ci ha spiegato tutto riguardo la mitica bevanda di Darjeeling.
Lungo la strada del ritorno ci siamo imbattuti nell'Happy Golden Caffè, dove una simpatica signora dai mille sorrisi ci ha invitati ad entrare per una ulteriore tazza. Kussum, questo il suo nome, non riusciva a trattenere la felicità e ci ha coinvolto in questa bizzarra preparazione del tè. Tra una degustazione e l'altra la nostra guru del tè ha iniziato a rappare (letteralmente) una filastrocca che racconta le caratteristiche del tè tradizionale di Darjeeling: Super Fine Tippy Golden Flowery Orange Picko Number One, di cui abbiamo una breve interpretazione: https://vimeo.com/177851613

Ormai il pomeriggio era quasi terminato, ma non potevamo andar via senza prima convincere Kussum a partecipare alla Make Caffè River Challenge. Così, non contenti dei litri di tè già trangugiati, le abbiamo insegnato a preparare una tipica moka italiana mentre la riprendevamo. Felici come bambini siamo tornati verso il centro della città in direzione cibo, ma prima è stato necessario passare alla fase di contrattazione per prenotare una jeep che la mattina seguente avrebbe dovuto portarci a Tiger Hill per vedere l'alba sull'Himalaya. Con la jeep prenotata, dopo un'ottima cena tipicamente indiana e un birrino da Gatty's, l'unico pub aperto dopo le 21 di sera, abbiamo deciso di andare a letto, ma prima di prendere sonno ci siamo ritrovati tutti sulla terrazza dell'albergo ad ammirare le stelle con la speranza che il detto del nostro amico Rohit, secondo cui con un cielo stellato il sorgere del sole sarà ben visibile, sia vero.
Fuori era ancora buio quando le nostre sveglie hanno iniziato a suonare alle 3.30 e Tiger Hill ci stava aspettando. Dopo circa 30 minuti, carichi come molle, siamo arrivati a destinazione e ci è stato ben chiaro sin da subito che saremmo rimasti a bocca asciutta. Infatti, una nebbia fitta ci avvolgeva e vedere le cime delle montagne davanti a noi era impossibile. Ad ogni modo, siccome la speranza è l'ultima a morire, abbiamo deciso di aspettare che il sole sorgesse. Nel frattempo ci siamo lanciati in una delle migliori Goodfellate, e come dei veri animatori abbiamo iniziato a fare foto e selfies con chiunque ci passasse vicino e in poco tempo siamo diventati l'attrazione principale di tutta Tiger Hill. Ormai il sole era alto, siamo riusciti a vedere qualche montagna e il nostro giovanissimo driver ci ha richiamati all'ordine. Così siamo andati avanti con il tour, ma non contenti dello spettacolino organizzato precedentemente, abbiamo deciso di raccontare al nostro accompagnatore di essere un gruppo di cantanti molto famosi in Italia regalandogli quindi la miglior performance dei Goodfellas: l'Inno del corpo sciolto!
Ancora belli carichi, ci siamo fermati a visitare il Samten Choling Gompa, il tempio con la statua di Buddha piú grande della regione. Il tempo non ha accennato a migliorare, quindi abbiamo dovuto saltare una tappa del tour che prevedeva lo stop in un punto panoramico, ma questo non ci ha abbattuto, perché dopo pranzo siamo andati allo zoo! Panda rosso, leopardo delle nevi, pantere e due bellssime tigri, abbiamo visto tutto con la stessa felicità di un bambino che riceve il più bel regalo per il suo compleanno!
Dopo pranzo, accettando l'invito di Mr Rai, proprietario del nostro albergo e professore di educazione fisica presso una delle scuole più antiche di Darjeeling, ci siamo diretti verso la Saint Paul School per andare a conoscere questa realtà. Appena arrivati è stato come ritrovarsi dentro la scenografia di Harry Potter: ad accoglierci nel cortile centrale della scuola, un gruppo di ragazzi, tutti rigorosamente in uniforme, intenti a marciare suonando i loro strumenti. Dopo poco il Signor Rai ci ha affidato a Thaba, uno dei suoi studenti che ci ha fatto da guida per questo breve tour. Thaba ha 16 anni, viene dal Nepal, parla poco ed è molto timido, ma i suoi occhioni color nocciola ci guardavano con la curiosità di chi vorrebbe saperne di più del mondo. Mostrandoci la mensa, il dormitorio e le aule, il giovanissimo amico ci ha raccontato come funziona la sua scuola. Abbiamo scoperto così che si tratta di una scuola cattolica privata, dove i ragazzi entrano all'età di 6 anni e ne escono a 18. Pagando una quota annuale, gli studenti possono vivere all'interno del collegio, condividendo con i compagni un programma giornaliero serratissimo che parte alle 6 di mattina e termina alle 21, Thaba però sembrava felice perché una buona parte della sua istruzione è dedicata allo sport. Ogni anno gli studenti vengono divisi in 4 casate e in ognuna c'è un master, una sorta di capo gruppo che decide chi vuole all'interno della propria casata. Alla fine del match che si stava disputando nel grande campo da calcio abbiamo salutato altri professori e il rettore della scuola e siamo tornai a casa con il meraviglioso ricordo di questo incontro inaspettato.
Per la nostra ultima sera a Darjeeling abbiamo cenato in un ristorante che ci era stato consigliato, dove un topolino ci ha tenuto compagnia tutta la sera, sotto lo sguardo divertito dei camerieri.

Salutiamo Darjeeling con la sensazione che questi giorni appena trascorsi saranno i più "tranquilli" del viaggio, le città che ci aspettano saranno sicuramente molto più caotiche e sconvolgenti, tuttavia in India sembra che ovunque vai c'é tanta, troppa gente, e questo inevitabilmente ha un gravissimo impatto ambientale. Anche alle pendici dell'Himalaya, dove pensavamo di trovare una natura incontaminata, i fiumi e i lati delle strade sono ricoperti di immondizia e gli odori sono a volte insopportabili, ma il fascino di questo Paese é indiscutibile e non vediamo l'ora di continuare a scoprirlo.

Davanti a noi una giornata di viaggio, con la discesa in jeep fino alla stazione di New Jalpaiguri e 12 ore di treno, questa volta in cuccette, fino a Kolkata!
 

The first official leg of our journey just came to an end. We left the chilly Darjeeling before heading south.

After a sleepless night spent on a12hours train, on Wednesday we took a 3 hours jeep to reach our destination almost in a coma. Despite the inconvenient 3-4-4 formation, we couldn't take our eyes opened, even the first tea of the journey didn't achieve the desired effect. Darjeeling , for anyone who didn't know, is a town perched in the hills and almost all uphill. We realized it soon, along the road to get to the Hotel Tranquillity, the one we chose for the following three nights. After a necessary shower, we took a walk from the main square, Chowrasta, up to a panoramic viewpoint from where one can admire the Kangchenjunga, the third highest peak in the world, and, indeed, the view of these mountains at the sunset was incredibly amazing. For dinner, we unluckily trusted a group of local guys who recommended a Nepalese cuisine restaurant (here the first language is Nepali and the faces look different from the typical physiognomy of West Bengal people) which turned out to be pretty bad. Moreover, in turn we fell asleep during dinner and at 10pm we snuggled in bed for a 10 hours sleep. The second day we woke up rested and ready to explore the surroundings, therefore after a hearty breakfast we headed to Happy Valley, the tea plantations area. Walking through the heart of Darjeeling, we arrived at Happy Valley where tiny Indian ladies, with their large straw baskets and parasols, gathered tea leaves. Adventurers as we are, by exploring the plantations we ended up in a built-up area where everyone greeted us, especially Rohit Darnal, a tea-leaves collector, who invited us for a cup of tea to his place where he explained everything about the mythical drink of Darjeeling. On our way back, we came across the Happy Golden Coffee store where a nice super smiling lady, named Kussum, invited us in for another cup of tea. Indeed, she could not hold back the happiness of having so many guests around and involved us in the bizarre Darjeeling tea preparation. During different tea tasting, our guru lady started rapping (literally) a nursery rhyme that tells the features of the traditional Darjeeling tea: Super Fine Tippy Golden Flowery Orange Picko Number One, of which we have a brief interpretation hereafter:

https://vimeo.com/177851613

The afternoon was almost over, although we couldn't leave without first convincing Kussum to take part in the Make a Caffè River Challenge. Non satisfied of liters of tea already chugged, we taught her how to make a typical Italian coffee while being filmed. Happy as kids, we went back towards the city center hunting for food. However, on the way we stopped to negotiate the booking of a jeep that the next morning would have taken us to Tiger Hill to watch the sunrise rising on the Himalayas. At 9pm, after having booked the jeep, having had an excellent dinner and a typically Indian birrino from Gatty's, the only pub open in the evening, we decided to go to bed. There was one thing and one thing only we had to do before going to sleep when in Darjeeling: checking the stars and hoping that the saying of our friend Rohit , that is "with a starry sky, sunrise will be clearly visible" would be true. It was still dark when our alarm went off at 3:30 am while Tiger Hill was waiting for us. We arrived at our destination after 30 minutes or so, extremely excited, although it was clear we would have remained empty-handed: thick fog blankets covered completely the tops of the mountains in front of us. However, since hope is the last to die, we decided to wait until the sun rose. We, Goodfellas, could not just wait and decided to start a Goodfellas' campaign by taking pictures and selfies with anyone who passed by. Soon after we were the main attraction of the whole Tiger Hill! The sun was up and whilst we managed to see some mountains, our young driver shouted to us to go ahead with the tour. Not happy with the result of our action, we told our companion to be a group of very famous Italian singers and,therefore, we gave him the best performance of Goodfellas: l'inno del corpo sciolto! Still pumped, we stopped at Samten Choling Gompa, the temple with the biggest Buddha of the region. The weather wasn't showing sign of improvement, so we had to skip a leg of the tour including a panoramic viewpoint, but this did not let us down, and right after we went to the zoo! Red pandas, snow leopards, panthers and two beautiful tigers, we saw everything as if we were children receiving the best gift for their birthday! After lunch, we accepted Mr Rai invitation, the owner of our hotel and professor of physical education at one of the oldest schools of Darjeeling, to visit the Saint Paul School and get acquainted with his reality. Upon arrival, it was like being in a Harry Potter movie set: a group of boys wearing uniforms welcomed us marching and playing their instruments. After a while, Mr. Rai entrusted us to Thaba, one of his students, who had been our guide for a short tour. Thaba, 16 years old shy Nepali boy, speaks little but the sparkle in his eyes enlights curiosity and will to learn more about the world. By showing us the canteen, a dormitory and a classrooms, our young friend told us about how his school works. We found out that Saint Paul is a private Catholic school where children enter at the age of 6 and leaves at 18. By paying an annual fee, students live within the college sharing with their classmates a daily very much tight program that starts at 6 am and ends at 9pm. Thaba, though, looked happy since a big part of his education is dedicated to sport. Each year, students are divided into four houses and in each of these there is a captain, a group leader, who decides who wants to be part of his house. At the end of the football match disputed in the big football field, we were introduced to other professors and the rector of the school: good memories of this unexpected meeting. As an happy ending of our last night in Darjeeling, we had dinner at a recommended restaurant where a mouse kept us company throughout the evening, under the amused gaze of the waiters. We greeted Darjeeling with a feeling that these days just passed will be the "quietest" of the entire trip. What awaited us will certainly be much more chaotic and distressing, but, hey, this is India. Wherever you go there is a flood of people, too many people, and this carries some serious environmental impacts inevitably: even at the slopes of the Himalayas, where we hoped to find untouched nature, rivers and roadsides were covered with garbage and unbearable smells. However, the charm of this country is indisputable and we look forward to continuing to explore and discover it.

A new journey is waiting for us: a lift with the jeep up to New Jalpaiguri railway station, followed by a 12 hours train, this time in the bunks: final destination Kolkata!