LAST STOP: NEW DELHI

Per la serie le dobbiamo provare tutte, abbiamo deciso di arrivare a New Delhi in grande stile: in autobus! Così, una volta salutati gli sposini Dani & Lucy diretti a nord per proseguire il loro viaggio di nozze, siamo giunti alla fermata degli autobus, dove poco tempo dopo abbiamo capito di aver erroneamente prenotato la corsa con più fermate intermedie e senza aria condizionata. Smaniosi di arrivare nella capitale, abbiamo quindi preferito pagare la differenza e salire sul bus diretto e con aria condizionata. Partenza prevista per le ore 15.00, arrivo ipotizzato ore 18.00. Magari!! Fino alle 16.00 i motori non sono stati accesi. Partiamo comunque speranzosi, ormai sappiamo che i mezzi indiani non superano mai una certa soglia di ritardo e poi il nostro comodissimo autobus in teoria non fa fermate! Non avevamo però considerato le flotte di persone lungo la strada che comunque vengono caricate. Dopo poco abbiamo perso il conto degli stop e rimpiangevamo il nostro amico treno. La cosa positiva è stata poter ammirare dai finestrini i bellissimi panorami. Ormai si era fatto buio e lentamente davanti ai nostri occhi iniziavano ad apparire enormi grattacieli illuminati, eravamo storditi da quel repentino cambiamento. Abituati ormai a città più o meno antiche, arrivare a New Delhi è stato un grande impatto. Quando siamo scesi dall'autobus abbiamo preso la nostra prima metropolitana indiana ed è stata una grande sorpresa scoprire quanto questa sia anche più moderna delle nostre italiane. Ovviamente anche questo viaggio non poteva finire tranquillamente, infatti, appena arrivati in albergo abbiamo dovuto cambiare struttura perché le stanze a noi riservate erano invase dai pidocchi.
Sarà stata l'aria di Delhi, sarà stato merito del comodissimo letto dell'albergo, ma la mattina seguente sembravano quasi persone nuove. Così ci siamo diretti nel cuore della Old Delhi, immergendosi del tutto nel caotico bazar in zona Chandni Chowk per ore. Dopo aver apprezzato la strada dedicata al famoso argento indiano, ci siamo intrufolati nel mercato delle spezie, quello riservato ai venditori. Così, starnutendo per gli odori così invasivi, siamo riusciti a farci regalare un bel pó di spezie! Perdersi tra tutti quei colori, odori e rumori è stato davvero facile, tanto da non essersi resi conto di non aver pranzato. Così, presi da una fame improvvisa, nel pomeriggio ci siamo sposati a Connaught Place, il quartiere centrale e decisamente più ricco della città nuova. Appena usciti dalla metro ci siamo sentiti come catapultati in una realtà parallela. Intorno a noi solo strutture moderne e tanti negozi dei più grandi marchi internazionali. Anche le persone intorno a noi sembravano diverse, erano i giovani indiani benestanti in cerca del pub giusto per il venerdì con gli amici.  Chiedendo informazioni su dove poter fare un aperitivo ci siamo imbattuti in un giovane universitario che in cambio di una nostra partecipazione alla sua nuova start-up, ci ha accompagnati in quello che lui ha spacciato come il più economico bar di Delhi: il My Bar! Fino a tre settimane fa per chiunque di noi Goodfellas sarebbe stato normale andare in un locale, fare la fila per entrare, ordinare una banale birra, fare due chiacchiere con gli amici e sgambettare allegramente in pista, ma dopo aver conosciuto alcune realtà, non lo è più stato. Così divisi dall'essere sollevati per essere di nuovo in un ambiente familiare e dal sentirsi completamente straniti da così tanta occidentalità, le ragazze hanno trovato il giusto compromesso indossando i tipici top indiani pieni da indossare sotto i saari. Per quanto sembrassimo pronti per una festa di carnevale, ci siamo sentiti a nostro agio e la serata è andata alla grande facendo addirittura chiusura...a mezzanotte!
La mattina dopo siamo partiti un pò a rilento e dopo un abbondante pranzo siamo andati a visitare Jama Masjidla, la moschea più grande dell'India e il Lotus Temple, il tempio della religione Bahá'I del Sub-Continente Indiano, un luogo di preghiera e meditazione aperto a tutti i popoli, al di là della loro religione, razza o credo. Al ritorno abbiamo deciso di provare l'ultimo mezzo pubblico non ancora testato: il risciò a pedali: siamo montati su questi carretti e ci siamo fatti trasportare dai conducenti che tra una pedalata, una spinta e qualche sosta, nonostante avessero perso la strada più volte, sono riusciti a condurci a destinazione. Per la nostra ultima sera tutti insieme a Delhi abbiamo scelto un ristorantino vicino all'albergo e ci siamo rilassati davanti alla finale di volley maschile perché si sa, l'Italia è sempre l'Italia! 
La mattina seguente era arrivato il momento di dividerci: c'è stato chi si è diretto verso le Maldive per continuare il proprio viaggio di nozze, chi è partito prima per rientrare al lavoro, chi è rimasto perché non ha trovato posto sul volo di rientro e chi è già di nuovo in giro per il mondo. Ci siamo salutati così, tra abbracci, qualche lacrima di commozione, grandi 5 battuti in aria e negli occhi i tanti ricordi di questi giorni.
Ci sentiamo molto fortunati per aver potuto conoscere ed affrontare questo Paese con queste modalità, è stato veramente un viaggio alla scoperta di questi posti. Ci siamo immersi nei colori, nelle tradizioni, nei ritmi, nel caos e negli odori di un paese in continua contraddizione. Ripercorrendo tutte le tappe ci siamo sempre resi conto di quanto le più antiche credenze e/o rituali convivano con dinamiche moderne, così come la povertà più estrema esista parallelamente alla ricchezza. 
Effettivamente non è facile raccontare l'India se non ci si è mai stati. Non basterebbero giorni interi per raccontare tutto quello che abbiamo visto e vissuto. Troppe sono state le emozioni, le sensazioni e le difficoltà. Volendo però potremmo riassumere dicendo che l'India è come una grande montagna da scalare, una montagna che non perdona per cui devi sempre stare all'erta, ma se riesci ad arrivare in cima, allora ne sarà valsa la pena! Quello che vogliamo dire a tutti coloro che sono attratti da questo Paese è che non si deve venire in India con l'idea che tutto sia meraviglioso e affascinante, perché non è così. La miseria, il degrado generale e questo continuo bisogno di guadagno, rendono tutto molto meno attraente. Il "trucco" sta nel riuscire ad entrare nel cuore di questo Paese andando oltre le apparenze, e per farlo bisogna davvero aprire la mente e cambiare modo di pensare. Noi ci abbiamo provato e non è stato così facile. Ad oggi ci sono ancora molte cose che ci lasciano perplessi, ma il fascino dell'India è innegabile e anche noi ne siamo rimasti ammaliati.