TWO DAYS INTO THE WILD

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Sveglia presto, onde evitare di perdere la deliziosa colazione la cui caratteristica principale era la sovrabbondanza di puri (tipico pane azzimo indiano che ci ha conquistato per la sua bontà) ancora caldi. Alle 7.30 siamo partiti per le Sunderbans, dove opera la ONG Andrewspalli Centre for Integrated Development (ACID), supportata finanziariamente da FADV. Il tragitto è durato in totale circa 7 ore e si è rivelato una delle avventure più entusiasmanti intraprese fino ad ora: primo tratto canonico a mezzo jeep e minivan (2.30 ore), guado di un fiume ignoto e straripante, tratto su un trabiccolo Tata 4x4 (1 ora), secondo guado di un fiume ancora più ignoto e straripante, ultimo pezzo in tuk-tuk fino al centro operativo ACID, nell’isola abitata più estrema nell'area delle Sunderbans. Ad accogliere noi Goodfellas insieme ai rappresentanti di FADV India tre giovani ragazzi entusiasmati dall’idea di avere ospiti e di potere mostrare loro quanto la loro attività stia aiutando la comunità locale a migliorarsi. Difatti, ancora prima di onorarci con il pranzo preparato da loro stessi, ci hanno mostrato una presentazione dei progetti che stanno sostenendo insieme a FADV. Molto interessante, anche se piuttosto carente dal punto di vista grafico. Siamo ben coscienti che la loro solerzia nel prendersi cura e nel formare il prossimo è decisamente più importante e significativa, ma, oggigiorno, specie per colpire e raccogliere attenzioni di eventuali benefattori, è necessario che migliorino in qualche modo. Ci hanno infatti chiesto un aiuto a proposito e la nostra Bianca ha fornito loro un breve tutorial di come rendere la propria pagina Facebook il più efficace e convincente possibile. Dopo esserci rinfrescati un attimo, siamo partiti alla volta del primo progetto nella scaletta, e abbiamo incontrato alcune rappresentanti di un Self Help Group (SHG). Il concetto di base di queste associazioni consiste nell'evitare che le famiglie chiedano prestiti agli strozzini, padroni di un meccanismo malato che ha mandato in rovina intere famiglie: soldi facili e immediati ma dietro interessi che i poveri debitori non riusciranno mai a ripagare. Il procedimento con cui i SHG sono messi a punto è abbastanza semplice: in primo luogo viene formato un gruppo di donne scelte in base al livello di povertà e motivazione. Molte provengono dalle classi sociali più basse, le caste shidul o dalit (i cosiddetti intoccabili). Quindi ai membri del gruppo è concessa una certa somma a fondo perduto. A questo punto il gruppo può decidere di procedere unito e portare avanti un'attività in collaborazione, oppure ogni donna può utilizzare i soldi a disposizione diventando imprenditrice in prima persona. Nel primo caso gli operatori di ACID e FADV mediano la discussione all'interno del gruppo appena formato: in base agli interessi delle singole donne si cerca di scegliere un'attività su cui concentrare l'investimento. Le ONG offrono, in questa fase, un supporto di tipo tecnico, nell'ottica di sviluppare le capacità delle donne nella direzione più consona all'attività che da lì a breve inizieranno a gestire. Ad oggi esistono gia 30 gruppi di donne tra Kolkata e le zone limitrofe. Uno di quelli che abbiamo visitato nel pomeriggio ha avviato un piccolo business di allevamento di polli. Oltre al finanziamento iniziale, hanno ricevuto una basilare educazione nel settore agronomico e amministrativo, in modo tale che sia applicato un certo metodo scientifico nello sviluppo della propria attività. Inoltre, questi gruppi di signore vengono monitorate mensilmente tramite i loro registri di presenza, il loro conto economico e ovviamente il numero di animali posseduti e relativo stato di salute. Una gestione decisamente avanzata per lo standard locale, ma che sta dando i suoi frutti e sta aprendo nuove possibilità di sostentamento a queste donne. Quando ormai il sole già tramontava, ci siamo trasferiti a mezzo tuk-tuk, sempre e costantemente colpiti dallo sguardo incalzante degli autoctoni, forse particolarmente sorpresi dalla presenza di stranieri in questa terra sperduta e fuori dal tempo, al Madhabkathi Village, dove si trova il SAD Project di FADV, sempre in collaborazione con ACID. Una volta giunti a quella che difficilmente dalle nostre parti chiameremmo scuola, siamo stati accolti ancora una volta tanto calorosamente dai bambini e dagli insegnanti, rimasti in attesa di iniziare la cerimonia di benvenuto per tutto il pomeriggio. Siamo decisamente stanchi, fisicamente e mentalmente, e forse non siamo colpiti ed emozionati come a Baruipur, dove abbiamo avuto il primo assaggio di ospitalità corredata da una fastosa cerimonia. Ma ci siamo sforzati ad essere il più empatici e calorosi possibile: chissà per quanti giorni si sono preparati per il nostro arrivo, quante ripetizioni della propria piccola parte ciascun bambino ha compiuto nelle ultime settimane, quanto gli insegnanti abbiamo investito per dimostrare il loro ottimo lavoro davanti a FADV; non potevamo permetterci di mancare loro di rispetto. Quindi, armati di buona volontà, raccogliendo le nostre ultime energie e sfoggiando il più ampio sorriso e l'altisonante namaste, ci siamo accomodati al tavolo d’onore, pronti ad assistere ai diversi spettacoli. Un canto, diversi balli, qualche poesia recitata in bengali stretto, una visita alla exibithion room, qualche domanda ai bambini più curiosi ed estroversi e un lungo commiato pieno di arrivederci e di reciproci ringraziamenti. Ancora una volta, il nostro cuore si è riempito di gioia mentre la nostra mente continuava a chiedersi cosa mai avessimo fatto per meritarci tutto ciò.
Terminato il tutto ci hanno accompagnato alla sedicente Guest House. Tre camere, di cui due matrimoniali con bagno privato ed una camerata con doccia, wc o turca a scelta. La struttura, appartenente al governo come avamposto della dogana, era alquanto fatiscente, le porte si serravano a fatica, il prato era cosparso di un numero di cadaveri di bottiglie di whiskey degno di un college party americano. Ma tutto questo non ci ha scoraggiato, ormai siamo decisamente meno suscettibili al diffuso ed onnipresente degrado, in fondo avevamo necessità solo di una bella doccia, seppur fredda. Peccato, niente acqua quella notte. Ce ne hanno però lasciato in camera abbastanza, in una grossa damigiana in plastica, a sufficienza per sciacquarci e pulirci dove prioritario con secchio e paletta.
La mattina seguente i due tuk-tuk, con cui abbiamo girato in lungo e in largo l'intera isola, ci hanno accompagnato all'ufficio di ACID, da dove siamo ripartiti alla volta delle risaie e dei laghetti per l’allevamento dei pesci del progetto WaterForFood. Ad attenderci la famiglia che si sta occupando della pesca, della vendita diretta e della gestione generale del raccolto. Una breve dimostrazione ed una visita guidata ci hanno convinto della qualità erogata dal progetto, per il quale sono stati selezionati un totale di 130 partecipanti suddivisi in 12 gruppi, i quali hanno appreso tecniche di agricoltura volte ad incrementare la produttività e redditività del campo e a consolidare tali pratiche con un'ottica imprenditoriale. 
Subito dopo abbiamo avuto modo di conoscere Susmita che ha invece scelto di utilizzare i fondi messi a disposizione da ACID e FADV autonomamente: prima di ottenere i soldi dalla fondazione aveva una piccola baracca nella quale vendeva un po' di tutto, senza particolare successo. Grazie alle 8500 R ha potuto trasferire la sua attività in una struttura in mattoni molto più grande della vecchia capanna: oggi riesce a vendere una quantità di merce ben più consistente rispetto al passato. Insieme ai proventi dell'affitto del suo vecchio negozio è riuscita ad aumentare i profitti di un buon 30%, geniale! Non è finita qui: nel retro del negozio Susmita abita con tutta la famiglia. Il marito fa il pescatore e da qui a breve beneficerà anche lui di un training a cura di ACID, mentre i figli vanno tutti e due a scuola. Ma l'orizzonte della donna va ancora più in là: il suo desiderio sarbbe quello di ingrandire ulteriormente il proprio negozio, acquistare più merci così da beneficiare anche di più vantaggiose economie di scala! Siamo rimasti estremamente colpiti dalla forza di volontà di questa donna, considerando l'ambiente ostile in cui è cresciuta e vissuta: le Sunderbans sono zone molto povere, dove nella stagione dei monsoni le alluvioni sono all'ordine del giorno e dove ancora è comune sentir parlare di attacchi da parte di tigri in cerca di cibo provenienti dalla giungla distante poche decine di metri.
In seguito, i nostri amici di ACID ci hanno guidato verso l'estremità dell'isola, un argine appena rinforzato da cui si poteva osservare il Bangladesh, dove altri progetti molto simili a quello appena descritto sono stati avviati da FADV con l'aiuto di altre ONG locali. A seguire, un breve rinfresco di qualche ora, speso più che altro ad organizzare le tappe seguenti e a capire come potere raggiungere prima Bodhgaya ed in seguito Agra con percorsi alternativi: i treni diretti erano completamente pieni, con infinite liste di attesa, causa il weekend della Festa d'Indipendenza dell'India del15 Agosto, durante il quale molti lavoratori colgono l'occasione per tornare alle rispettive città o villaggi natali.
Verso le 17 ci hanno condotti al progetto che può essere considerato il fiore all'occhiello e l'orgoglio locale. L’attività in questione è stata concepita come supporto alle persone che vivono in condizioni di povertà estrema, facendo in modo che esse siano meno vulnerabili alle calamità naturali (inondazioni, carestie, etc) e più resilienti verso situazioni avverse e difficili. Si tratta sempre di numero gruppi di donne organizzate, che hanno avuto l’ambizione di concepire un qualche valido progetto da attuare in loco, ma che non disponevano del capitale iniziale per metterlo in pratica. FADV ha fornito loro per l'appunto quello che avevano difficoltà a procurarsi, una piccola somma a fondo perduto da far fruttare. Il Padmabati Self Help Group che abbiamo incontrato e con cui abbiamo avuto il piacere di approfondire la loro storia ed il loro percorso, era formato da dodici signore, ciascuna con una propria attività generante reddito e profitto. Una leader estremamente carismatica ed efficace ha fatto in modo che la loro intesa, il loro orgoglio e la loro determinazione le rendesse in grado di emanciparsi economicamente dai rispettivi mariti e le avvicinasse sempre più alle credenziali necessarie per ottenere un prestito di centinaia di migliaia di rupie da parte del governo. Siamo rimasti tutti quanti allibiti e assolutamente rapiti da questo racconto così denso di successi, impensabili ed improbabili in queste terre desolate, dimenticate e remote. FADV e ACID bravi davvero, encomiabili! Noi Goodfellas siamo ancora più orgogliosi di avere contribuito in qualche modo a queste fantastiche iniziative.
Verso sera siamo rientrati in sede dove è iniziato uno scambio molto costruttivo di impressioni e reciproci feedback: siamo tutti molto contenti, soddisfatti e speranzosi che il materiale da noi raccolto servirà ad attrarre molte più attenzioni e partecipazioni. Questi ragazzi, gli insegnanti, questi bambini, queste donne si meritano tutto questo, forse anche di più. Ci siamo precipitati a letto in men che non si dica, una sveglia molto anticipata alle 4 di mattina!

This time we wake up very early in order to don't miss the delicious breakfast characterised by the  overabundance of puri (the typical unleavened Indian bread that has conquered all of us with its goodness). At 7.30 we left for the Sunderbans, where the NGO Andrewspalli Centre for Integrated Development (ACID) operates (financially supported by FADV). 
We had a 7 hours journey that turned into one of the most exciting adventures undertaken so far:  in the first part of the trip we were in a jeep and a minivan (2.30 hours), then we crossed an unknown and overflowing river, we jumped into a Tata 4x4 vehicle for 1 hour, again another river crossing and, as last part of the journey,  two rickshaws drove us to the ACID headquarters, situated in the most populated but yet outer island of the area.
To welcome the Goodfellas and the FADV activists, there were three young boys, overexcited by the idea of having guests. They could not wait to proudly show us  how their work has been helping the local community so far. In fact, before offering us delicious home-made food, they presented the projects they are supporting with FADV. 
The content was very interesting, although with a big potential from a graphic point of view. We are all well aware that their zeal in assisting the poorest is far more important and significant, but, nowadays, especially to target and gather attention of potential donors, they should improve their communication skills. In fact they asked the help of our dear Bianca, who gave them a concise tutorial on how to modify their Facebook page to get the most from the powerful social network.
After a short moment of relax, we started with the first project in the agenda, where we met few representatives of a Self Help Group (SHG). Basically, the main aim of these associations consists in avoiding that families ask for loans to shylocks, ruler of a ill mechanism which had already ruined many: easy and immediate money, but at interests rates so high that poor debtors will never manage to pay back. The way the SHGs work is rather simple: first of all, a group of women, selected on poorness level and shown motivation, is formed. Most of them come from the lowest social classes, Shidul or Dalit castes (the so called untouchables). Then, a grant is provided to the team members. The group may decide to stay together and begin a collaborative initiative or, rather,  each woman may use her part of the grant to pursue her own business. In the first case, ACID and FADV activists ease the conversation among the group freshly born: an activity where to focus the overall investment is sought among each woman’s idea. During this initial phase, the NGOs offer a technical support, directed on developing the skills needed to manage the business they are going to lunch. So far, 30 groups of women have been supported in Kolkata and its suburbs. The one we visited runs a small poultry business. In addition to the initial funding, they received basic education in the agronomic and administrative sector, in order to apply a certain scientific method in the development of their business. 
These groups of ladies are monthly monitored through their records of attendance, their income and of course the number of owned animals and its state of health. A very advanced management for local standards which provides new livelihood possibilities.
When the sun was setting done, we moved by rickshaws, always and constantly struck by the relentless gaze of the locals. Once arrived to the SAD Programme school opened in the areas, we were again warmly greeted by children and teachers, who were waiting us for all the afternoon to start their welcome ceremony. We were very tired, physically and mentally, and perhaps we were not so impressed and excited as in Baruipur, where we had had our first taste of hospitality, accompanied by a big ceremony. But we tried to be as empathetic and warm as possible: who knows how many days they rehearsed, how many repetitions of his own small part each child undertook in recent weeks, the effort invest by teachers to demonstrate their good work in front of FADV. We could not afford to disrespecting them. So, armed with good will, picking up our last bit of energy and showing the widest smile and the high-flying namaste, we settled down at the guests table, ready to assist to different performance. A song, different dances, some poetry in the strict Bengali, a visit to exhibition room, a Q&A session and a final long farewell. Once again, our hearts filled up with joy and our minds kept thinking what we had done to deserve all of this.
After the conclusion, they drove us to the self-styled Guest House. Three rooms, of which two with double beds and a private bathroom, and a dormitory with a shower, a loo and also a squat toilet if preferred. The building, owned by India Government and used for border patrolling, was crumbling, the doors could not be locked properly and the garden was transformed in a graveyard of empty whiskey and rum bottles, like in an American college party.  But we did not feel demoralized: indeed, we were less sensible to unhealthy environments and non-hygienic contexts. We were in the need of a shower, even a cold one, that was all. But no water in pipes that night. Maybe to compensate the dysfunctional issue, the Govn.t guys fetched in the room a big plastic jug, filled up with sufficient water to wash ourselves by means of a bucket and a small shovel.
The following morning, the two rickshaws, with which we toured all around the island, led us to ACID office, from where we headed to the rice fields and the fish ponds of the WaterForFood project. Standing firmly in front of its house, we met the family in charge, accountable for fishing, for the direct sales up to the accounting exercises. A small demonstration and a guided tour were sufficient for us to understand the quality and the efficacy of this project, for which 130 participants have been selected and divided into 12 groups. All of them were taught agriculture techniques aimed at increasing the productivity and the profitability of the fields.
Afterwards, we got the chance to hear Sumsita’s story, who autonomously directed the funds from ACID and FADV towards a small investment for her small grocery shop. She used to sell everything, without particular success. Thanks to the 8500 IR she had been able to move her business in a bigger facility and her revenues had increased by selling huger amounts of goods. In total, including also the rent of her old shop, her profits soared by almost 30%, genial! Moreover, her shop works well also as a house for the family. Her husband is a fisherman and soon he will also beneficiate of a training delivered by ACID, while the two kids go regularly to school. But the best is yet to come: her dream would be enlarging even more the shop and buying as many goods to benefit by the economies of scale! We were highly amazed by the willpower of this woman, considering the harsh and hostile surrounding environment: the Sunderbans is a poor area, where people have to face monsoons and flood up to four months a year and have to be aware and watchful of Bengala tigers, which may sneak in the village from the jungle looking for food.
Later, our friends from ACID conducted us the end of the island, a scarcely reinforced river bank from which you may stare the Bangladesh, where other similar projects are being run by FADV in collaboration with local NGOs. A tiny refreshment break of a couple of hours followed, mostly spent in looking for an alternative solution to get first to Bodhgaya and then to Agra: directs trains were fully booked, with never-ending waiting lists, due to Independence Day (15th of August) holidays, during which many workers decide to come back home for a couple of days.
Around 5pm, we were introduced to the project which may easily be considered as well-managed and which is giving more rewards. Addressed to extremely poor people, it is designed to improve their livelihood, guaranteeing less vulnerability to natural catastrophes (floods, famine, etc.) and enhancing resilience to adverse and difficult situations. It always regards small groups of organized women, which had had the ambition to conceive a sustainable business, but did not have the initial capital to start it. FADV provided them with what they were lacking of, a small grant to invest. We met the Padmabati Self Help Group, formed by 12 women, each one running its own profitable business. An extremely charismatic and effective leader gathered their pride and their determination and led these women to an unexpected economical emancipation from the husbands. Moreover, their good performances made them eligible to obtain a hundred thousands INR loan by the Indian Government. At the end of the storytelling, we were stunned by the success achieved so far in such remote and solitary lands. Well done FADV and ACID! The Goodfellas Travel Team is even more proud of having contributed somehow to these fantastic initiatives.
At dusk we headed back to ACID headquarter, where a profitable feedbacks session began: we were enthusiastic and satisfied. The notes took and the pictures shot while assessing each projects will surely draw further interest and funds. These guys, the teachers, these kids and these women deserve all this, probably even more. 
We jumped into bed immediately after: the alarm was set at 4 am!